16 novembre 2010

The Social Network (D. Fincher, 2010)

Certo è strano che un ragazzo dalla vita sociale praticamente inesistente abbia inventato un nuovo modo di concepire la socialità. Jesse Eisenberg interpreta uno Zuckerberg inespressivo, geniale, solitario e pronto a tutto per trovare riscatto.
Il film non si ferma a raccontare cronologicamente i fatti, ma affonda sui paradossi psicologici e sulle faccende legali nate dall'inaspettato successo di Facebook.
Fincher firma un film asciutto, dal ritmo perfetto e accattivante.
Le scene di canottaggio (sia l'allenamento che la regata) sono una chicca da guardare a bocca aperta.

Voto: 9

9 novembre 2010

Animal Kingdom (D. Michôd, 2010)

Ritrovarsi improvvisamente all'interno di una famiglia di delinquenti può avere le stesse dinamiche del regno animale. Bisogna capire chi sono i forti e chi i deboli, come relazionarsi alla morte e all'amore. Tutto si chiarisce a poco a poco, per arrivare ad un finale davvero imprevedibile e significativo.

Voto: 8

[Miglior film straniero al Sundance Festival 2010]

Last Night (M. Tadjedin, 2010)

Esistono matrimoni perfetti capaci di resistere a qualsiasi tentazione o superare qualsiasi sospetto? Certamente non è facile. Soprattutto quando riaffiorano amori passati e "incompleti" o donne sexy e apparentemente perfette.
Questo film ci pone un quesito: davvero il tradimento fisico è più doloroso di quello mentale?
Per me no.
Per voi?

Voto: 7

27 marzo 2010

Alice in Wonderland (T. Burton, 2010)

Devo dire che non sono rimasta delusa. Non è sicuramente il film più riuscito di Burton (che per me rimane Edward mani di forbice), ma è il migliore degli ultimi anni. Il 3D è molto ben realizzato, anche se l'impatto cromatico non è ai livelli di Avatar. E' una buona prova, anche se spesso la trama risulta un po' monotona e ripetitiva.

Voto 6.5

15 marzo 2010

Mine vaganti (F. Ozpetek, 2010)

Ozpetek torna a piacermi. Abbandonati lutti e tragedie familiari, è riemersa l'ironia e la comicità. Nulla di nuovo: Mine vaganti è un continuo rimando a suoi film precedenti (dal ricordo di gioventù della nonna, alle cene corali, all'abbuffata di dolci...). Ma questa zuppa, anche se riscaldata, ha un buon sapore!

Voto: 8

4 novembre 2009

Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo (T. Gilliam, 2009)

L'ultimo film di Health Leadger non poteva che avere successo al botteghino. Io avevo il netto sentore che questo film non mi sarebbe piaciuto, ma non potevo esimermi dal vederlo. Viene catalogato all'interno del genere fantastico ed io aggiungerei onirico, surreale e digitale. La bellezza dei paesaggi e dei personaggi nati dalla mente (dietro lo specchio) di Parnassus non salvano, però, il film da un giudizio negativo. La trama è contorta, i personaggi principali sono stereotipati e la sensazione generale è solo di un gran fracasso. Terry Gilliam dovrebbe sapere alla sua età che il troppo storpia.

Voto: 4

8 ottobre 2009

Cosmonauta (S. Nicchiarelli, 2008)

Susanna Nicchiarelli racconta nella sua opera prima l'adolescenza di Luciana, vissuta tra l'impegno comunista e i primi amori.

Cosmonauta è un'ottima opera prima ambientata negli anni '60, gli anni della conquista sovietica dello Spazio, gli anni in cui il Pci era il secondo partito d'Italia. Luciana è interpretata da Mariana Raschillà, una liceale romana non professionista, scelta perché un po' goffa, con qualche debolezza fisica, lontana dagli stereotipi del cinema e per questo più reale.

Susanna Nicchiarelli racconta questa storia in modo così personale e preciso da sembrare autobiografico, ma la verità è all'esatto opposto: la regista ha, infatti, studiato in una scuola americana; da ragazza credeva esistessero solo Armstrong e Aldrin, ma durante un viaggio a San Pietroburgo, visitando il museo della cosmonautica, ha iniziato a pensare che altre bambine erano cresciute con altri racconti... e così è nato Cosmonauta. Come dice Arturo, fratello epilettico di Luciana: "Si dice cosmonauta, perché gli astronauti sono gli americani".

Un film delizioso che alterna sapientemente momenti drammatici a momenti da commedia italiana.

E' stato per me un dolce tuffo nell'adolescenza passata. Gli anni dei primi amori, delle prime delusioni, gli anni del fervore politico.

Vorrei sottolineare altri due aspetti che ho molto apprezzato: primo, il coraggio di rivelare il maschilismo di cui sono intrise le sezioni di partito; secondo, la godibilissima colonna sonora composta da grandi successi degli anni '60 rivisitati in chiave contemporanea, che accompagna in perfetta simbiosi molte scene cruciali del film.

P.S.: guardate il trailer perché la scena iniziale in cui Luciana si rifiuta di uscire dal bagno per partecipare alla sua prima comunione è esilarante!

Voto: 8

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